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Genesi 11
La torre di Babele

L'undicesimo capitolo racconta la torre di Babele: gli uomini, che parlano tutti la stessa lingua, vogliono farsi un nome costruendo una torre fino al cielo, ma l'Eterno confonde la loro lingua e li disperde. Poi la genealogia di Sem conduce fino a Terah, che lascia Ur con il figlio Abramo.

Testo: Riveduta 1927 (pubblico dominio). Titoli, introduzione e illustrazioni: Imago Biblia.

Versetti 1-4

«Edifichiamoci una città ed una torre»

Or tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole.

E avvenne che, essendo partiti verso l’Oriente, gli uomini trovarono una pianura nel paese di Scinear, e quivi si stanziarono.

E dissero l’uno all’altro: “Orsù, facciamo dei mattoni e cociamoli col fuoco!” E si valsero di mattoni invece di pietre, e di bitume invece di calcina.

E dissero: “Orsù, edifichiamoci una città ed una torre di cui la cima giunga fino al cielo, e acquistiamoci fama, onde non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra”.

Nella pianura, operai modellano e cuociono mattoni e portano bitume attorno a un'immensa torre a gradoni avvolta dalle impalcature.

Versetti 5-9

La confusione delle lingue

E l’Eterno discese per vedere la città e la torre che i figliuoli degli uomini edificavano.

E l’Eterno disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio; e questo è il principio del loro lavoro; ora nulla li impedirà di condurre a termine ciò che disegnano di fare.

Orsù, scendiamo e confondiamo quivi il loro linguaggio, sicché l’uno non capisca il parlare dell’altro!”

Così l’Eterno li disperse di la sulla faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di edificare la città.

Perciò a questa fu dato il nome di Babel perché l’Eterno confuse quivi il linguaggio di tutta la terra, e di la l’Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra.

Sotto un vento strano, gli operai non si capiscono più: gesticolano, posano gli attrezzi e le famiglie lasciano la città in tutte le direzioni.

Versetti 10-26

Da Sem ad Abramo

Questa è la posterità di Sem. Sem, all’età di cent’anni, generò Arpacshad, due anni dopo il diluvio.

E Sem, dopo ch’ebbe generato Arpacshad, visse cinquecento anni e generò figliuoli e figliuole.

Arpacshad visse trentacinque anni e generò Scelah; e Arpacshad, dopo aver generato Scelah,

visse quattrocento anni e generò figliuoli e figliuole.

Scelah visse trent’anni e generò Eber;

e Scelah, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotre anni e generò figliuoli e figliuole.

Eber visse trentaquattro anni e generò Peleg;

ed Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocento trenta anni e generò figliuoli e figliuole.

Peleg visse trent’anni e generò Reu;

e Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figliuoli e figliuole.

Reu visse trentadue anni e generò Serug;

e Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figliuoli e figliuole.

Serug visse trent’anni e generò Nahor;

e Serug, dopo aver generato Nahor, visse duecento anni e generò figliuoli e figliuole.

Nahor visse ventinove anni e generò Terah;

e Nahor, dopo aver generato Terah, visse centodiciannove anni e generò figliuoli e figliuole.

Terah visse settant’anni e generò Abramo, Nahor e Haran.

Albero genealogico dipinto: un ramo d'ulivo unisce nove medaglioni con ritratti, da Sem a Terah, poi si divide in tre più piccoli per i suoi figli.
  1. Sem · 600 anni
  2. Arpacshad · 438 anni
  3. Scelah · 433 anni
  4. Eber · 464 anni
  5. Peleg · 239 anni
  6. Reu · 239 anni
  7. Serug · 230 anni
  8. Nahor · 148 anni
  9. Terah · 205 anni
  10. Abramo
  11. Nahor
  12. Haran

Versetti 27-32

La partenza da Ur de' Caldei

E questa è la posterità di Terah. Terah generò Abramo, Nahor e Haran; e Haran generò Lot.

Haran morì in presenza di Terah suo padre, nel suo paese nativo, in Ur de’ Caldei.

E Abramo e Nahor si presero delle mogli; il nome della moglie d’Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Nahor, Milca, ch’era figliuola di Haran, padre di Milca e padre di Isca.

E Sarai era sterile; non aveva figliuoli.

E Terah prese Abramo, suo figliuolo, e Lot, figliuolo di Haran, cioè figliuolo del suo figliuolo, e Sarai sua nuora, moglie d’Abramo suo figliuolo, e uscirono insieme da Ur de’ Caldei per andare nel paese di Canaan; e, giunti a Charan, dimorarono quivi.

E il tempo che Terah visse fu duecentocinque anni; poi Terah morì in Charan.

Al mattino, davanti alle mura di Ur e alla sua grande torre a gradoni, la carovana di Terah si mette in cammino con Abramo, Sarai, Lot, i servi e le greggi.