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Genesi 15
Il patto con Abramo

Il quindicesimo capitolo è un dialogo tra l'Eterno e Abramo, che non ha ancora figli. Dio gli promette una progenie numerosa come le stelle, e Abramo crede. Poi, con un antico rito, l'Eterno fa un patto con lui e gli dona il paese.

Testo: Riveduta 1927 (pubblico dominio). Titoli, introduzione e illustrazioni: Imago Biblia.

Versetto 1

«Io sono il tuo scudo»

Dopo queste cose, la parola dell’Eterno fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: “Non temere, o Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima”.

Nella sua tenda, Abramo si solleva dal giaciglio, la mano sul cuore, mentre un'intensa luce dorata entra dall'apertura.

Versetti 2-6

«Conta le stelle»

E Abramo disse: “Signore, Eterno, che mi darai tu? poiché io me ne vo senza figliuoli, e chi possederà la mia casa è Eliezer di Damasco”.

E Abramo soggiunse: “Tu non m’hai dato progenie; ed ecco, uno schiavo nato in casa mia sarà mio erede”.

Allora la parola dell’Eterno gli fu rivolta, dicendo: “Questi non sarà tuo erede; ma colui che uscirà dalle tue viscere sarà erede tuo”.

E lo menò fuori, e gli disse: “Mira il cielo, e conta le stelle, se le puoi contare”. E gli disse: “Così sarà la tua progenie”.

Ed egli credette all’Eterno, che gli contò questo come giustizia.

Sotto un immenso cielo stellato attraversato dalla Via Lattea, Abramo, visto di spalle accanto alla sua tenda, alza la mano verso le stelle.

Versetti 7-11

Gli animali divisi

E l’Eterno gli disse: “Io sono l’Eterno che t’ho fatto uscire da Ur de’ Caldei per darti questo paese, perché tu lo possegga”.

E Abramo chiese: “Signore, Eterno, da che posso io conoscere che lo possederò?”

E l’Eterno gli rispose: “Pigliami una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una tortora e un piccione”.

Ed egli prese tutti questi animali, li divise per mezzo, e pose ciascuna metà dirimpetto all’altra; ma non divise gli uccelli.

Or degli uccelli rapaci calarono sulle bestie morte, ma Abramo li scacciò.

Al tramonto, tra due file di pietre, giacciono le offerte coperte da teli e due colombe; Abramo alza il bastone per scacciare gli uccelli rapaci che piombano giù.

Versetti 12-16

Il profondo sonno

E, sul tramontare del sole, un profondo sonno cadde sopra Abramo; ed ecco, uno spavento, una oscurità profonda, cadde su lui.

E l’Eterno disse ad Abramo: “Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi, e saranno oppressi per quattrocento anni;

ma io giudicherò la gente di cui saranno stati servi; e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze.

E tu te n’andrai in pace ai tuoi padri, e sarai sepolto dopo una prospera vecchiezza.

E alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non e giunta finora al colmo”.

Al tramonto, Abramo dorme a terra accanto alle offerte coperte; sopra di lui, tra nubi scure, una visione mostra uomini che faticano davanti a grandi edifici, e poi un popolo che parte con i suoi fagotti e le sue greggi.

Versetti 17-21

La fornace fumante e la fiamma di fuoco

Or come il sole si fu coricato e venne la notte scura, ecco una fornace fumante ed una fiamma di fuoco passare in mezzo agli animali divisi.

In quel giorno l’Eterno fece patto con Abramo, dicendo: “Io do alla tua progenie questo paese, dal fiume d’Egitto al gran fiume, il fiume Eufrate;

i Kenei, i Kenizei, i Kadmonei,

gli Hittei, i Ferezei, i Refei,

gli Amorei, i Cananei, i Ghirgasei e i Gebusei”.

Di notte, sotto le stelle, una fornace fumante e una torcia ardente passano tra le file delle offerte coperte; Abramo, la mano sul cuore, guarda pieno di stupore.