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Genesi 16
Agar e Ismaele

Il sedicesimo capitolo racconta come Sarai, che non ha figli, dà ad Abramo la sua serva egiziana Agar. Rimasta incinta, Agar disprezza la sua padrona e poi fugge nel deserto. Là, presso una sorgente, l'angelo dell'Eterno la trova e le annuncia la nascita di Ismaele: Agar scopre il Dio che la vede.

Testo: Riveduta 1927 (pubblico dominio). Titoli, introduzione e illustrazioni: Imago Biblia.

Versetti 1-3

Sarai dà Agar ad Abramo

Or Sarai, moglie d’Abramo, non gli avea dato figliuoli. Essa aveva una serva egiziana per nome Agar.

E Sarai disse ad Abramo: “Ecco, l’Eterno m’ha fatta sterile; deh, va’ dalla mia serva; forse avrò progenie da lei”. E Abramo dette ascolto alla voce di Sarai.

Sarai dunque, moglie d’Abramo, dopo che Abramo ebbe dimorato dieci anni nel paese di Canaan, prese la sua serva Agar, l’Egiziana, e la diede per moglie ad Abramo suo marito.

Davanti alla tenda, Sarai, con aria triste, presenta con la mano la giovane serva Agar, a occhi bassi, ad Abramo seduto su uno sgabello.

Versetti 4 e 5

Il disprezzo di Agar

Ed egli andò da Agar, che rimase incinta; e quando s’accorse ch’era incinta, guardò la sua padrona con disprezzo.

E Sarai disse ad Abramo: “L’ingiuria fatta a me, ricade su te. Io t’ho dato la mia serva in seno; e da che ella s’è accorta ch’era incinta, mi guarda con disprezzo. L’Eterno sia giudice fra me e te”.

Sarai, ferita, si rivolge con forza ad Abramo, che alza le mani impotente, mentre Agar, incinta, si volta altezzosa; alcune serve osservano.

Versetto 6

La fuga di Agar

E Abramo rispose a Sarai: “Ecco, la tua serva è in tuo potere; fa’ con lei come ti piacerà”. Sarai la trattò duramente, ed ella se ne fuggì da lei.

Agar si allontana in fretta dall'accampamento su un sentiero sassoso, con un otre e una sacca in spalla, voltandosi con paura; Sarai sta davanti alle tende.

Versetti 7-14

Il Dio che mi vede

E l’angelo dell’Eterno la trovò presso una sorgente d’acqua, nel deserto, presso la sorgente ch’è sulla via di Shur,

e le disse: “Agar, serva di Sarai, donde vieni? e dove vai?” Ed ella rispose: “Me ne fuggo dal cospetto di Sarai mia padrona”.

E l’angelo dell’Eterno le disse: “Torna alla tua padrona, e umiliati sotto la sua mano”.

L’angelo dell’Eterno soggiunse: “Io moltiplicherò grandemente la tua progenie, e non la si potrà contare, tanto sarà numerosa”.

E l’angelo dell’Eterno le disse ancora: “Ecco, tu sei incinta, e partorirai un figliuolo, al quale porrai nome Ismaele, perché l’Eterno t’ha ascoltata nella tua afflizione;

esso sarà tra gli uomini come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà in faccia a tutti i suoi fratelli”.

Allora Agar chiamò il nome dell’Eterno che le avea parlato, Atta-El-Roi, perché disse: “Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che m’ha vista?”

Perciò quel pozzo fu chiamato “il pozzo di Lachai-Roi”. Ecco, esso è fra Kades e Bered.

Nel deserto, Agar, inginocchiata presso una sorgente sotto le palme, alza gli occhi verso una luce che scende su di lei.

Versetti 15 e 16

La nascita di Ismaele

E Agar partorì un figliuolo ad Abramo; e Abramo, al figliuolo che Agar gli avea partorito, pose nome Ismaele.

Abramo aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.

Nella tenda, Abramo tiene in braccio il neonato accanto ad Agar che sorride; una serva porta un catino e Sarai osserva dall'ingresso.