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Genesi 2
Il giardino d'Eden

Il secondo capitolo comincia con il riposo di Dio nel settimo giorno, poi racconta di nuovo la creazione da vicino. Narra come l'Eterno Iddio forma l'uomo dalla polvere, pianta il giardino in Eden e crea la donna, perché l'uomo non sia solo.

Testo: Riveduta 1927 (pubblico dominio). Titoli, introduzione e illustrazioni: Imago Biblia.

Settimo giorno · versetti 1-3

Il riposo di Dio

Così furono compiti i cieli e la terra e tutto l’esercito loro.

Il settimo giorno, Iddio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta.

E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta.

Un paesaggio tranquillo all'alba: un leone sdraiato vicino alle pecore, capre e gazzelle che riposano lungo un fiume.

Versetti 4-7

L'uomo formato dalla polvere

Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati, nel giorno che l’Eterno Iddio fece la terra e i cieli.

Non c’era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna, e nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché l’Eterno Iddio non avea fatto piovere sulla terra, e non c’era alcun uomo per coltivare il suolo;

ma un vapore saliva dalla terra e adacquava tutta la superficie del suolo.

E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente.

Su una terra rossa e spoglia, un uomo disteso nella nebbia riceve un raggio di luce che scende dal cielo.

Versetti 8 e 9

Il giardino in Eden

E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden, in oriente, e quivi pose l’uomo che aveva formato.

E l’Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male.

Un giardino rigoglioso attraversato da un fiume, con due grandi alberi al centro: uno luminoso e l'altro dai frutti dorati.

Versetti 10-14

I quattro fiumi

E un fiume usciva d’Eden per adacquare il giardino, e di la si spartiva in quattro bracci.

Il nome del primo è Pishon, ed è quello che circonda tutto il paese di Havila, dov’è l’oro;

e l’oro di quel paese è buono; quivi si trovan pure il bdellio e l’onice.

Il nome del secondo fiume è Ghihon, ed è quello che circonda tutto il paese di Cush.

Il nome del terzo fiume è Hiddekel, ed è quello che scorre a oriente dell’Assiria. E il quarto fiume è l’Eufrate.

Mappa dipinta del Vicino Oriente: da un giardino al centro, un fiume si divide in quattro bracci che scorrono verso i mari; oro e pietre preziose ne costeggiano uno. Il fiume che esce da Eden Pishon Ghihon Hiddekel (Tigri) Eufrate

Versetti 15-17

Lavorare e custodire il giardino

L’Eterno Iddio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.

E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino;

ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.

L'uomo pota un fico nel giardino, vicino a un ruscello; in lontananza si erge l'albero dai frutti dorati.

Versetti 18-20

I nomi degli animali

Poi l’Eterno Iddio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”.

E l’Eterno Iddio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe.

E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole.

In piedi su una roccia, l'uomo alza la mano mentre davanti a lui passano leoni, buoi, pecore, cavalli, un orso, gazzelle e uccelli.

Versetti 21-25

La donna

Allora l’Eterno Iddio fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che s’addormentò; e prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa.

E l’Eterno Iddio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo.

E l’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”.

Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne.

E l’uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne aveano vergogna.

Svegliandosi sotto un albero del giardino, l'uomo vede la donna in piedi davanti a sé; i due si guardano con gioia.