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Genesi 8
Dopo il diluvio

L'ottavo capitolo racconta la fine del diluvio: Dio si ricorda di Noè, le acque calano e l'arca si ferma sulle montagne di Ararat. Noè manda fuori un corvo, poi una colomba che torna con una foglia d'ulivo. Infine tutta la famiglia esce dall'arca; Noè costruisce un altare e Dio promette che il ritmo delle stagioni non cesserà più.

Testo: Riveduta 1927 (pubblico dominio). Titoli, introduzione e illustrazioni: Imago Biblia.

Versetti 1-5

Iddio si ricordò di Noè

Or Iddio si ricordò di Noè, di tutti gli animali e di tutto il bestiame ch’era con lui nell’arca; e Dio fece passare un vento sulla terra, e le acque si calmarono;

le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse, e cessò la pioggia dal cielo;

le acque andarono del continuo ritirandosi di sulla terra, e alla fine di centocinquanta giorni cominciarono a scemare.

E nel settimo mese, il decimosettimo giorno del mese, l’arca si fermò sulle montagne di Ararat.

E le acque andarono scemando fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le vette dei monti.

Le nuvole si squarciano e torna il sole: l'arca riposa su una cresta rocciosa delle montagne di Ararat, mentre altre cime emergono dalle acque.

Versetti 6-9

Il corvo e la colomba

E in capo a quaranta giorni, Noè apri la finestra che avea fatta nell’arca,

e mandò fuori il corvo, il quale uscì, andando e tornando, finché le acque furono asciugate sulla terra.

Poi mandò fuori la colomba, per vedere se le acque fossero diminuite sulla superficie della terra.

Ma la colomba non trovò dove posar la pianta del suo piede, e tornò a lui nell’arca, perché c’eran delle acque sulla superficie di tutta la terra; ed egli stese la mano, la prese, e la portò con sé dentro l’arca.

Sporgendosi dall'apertura dell'arca, Noè accoglie nella mano una colomba bianca tornata stanca, mentre un corvo si allontana sopra le acque.

Versetti 10-12

La foglia d'ulivo

E aspettò altri sette giorni, poi mandò di nuovo la colomba fuori dell’arca.

E la colomba tornò a lui, verso sera; ed ecco, essa aveva nel becco una foglia fresca d’ulivo; onde Noè capì che le acque erano scemate sopra la terra.

E aspettò altri sette giorni, poi mandò fuori la colomba; ma essa non tornò più a lui.

Al tramonto, la colomba torna all'arca con una foglia d'ulivo nel becco; Noè e la sua famiglia la accolgono con gioia e riappaiono colline verdi.

Versetti 13-19

«Esci dall'arca»

L’anno secentesimoprimo di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque erano asciugate sulla terra; e Noè scoperchiò l’arca, guardò, ed ecco che la superficie del suolo era asciutta.

E il secondo mese, il ventisettesimo giorno del mese, la terra era asciutta.

E Dio parlò a Noè, dicendo:

“Esci dall’arca tu e la tua moglie, i tuoi figliuoli e le mogli dei tuoi figliuoli con te.

Fa’ uscire con te tutti gli animali che sono teco, d’ogni carne: uccelli, bestiame, e tutti i rettili che strisciano sulla terra, perché abbondino sulla terra, e figlino e moltiplichino sulla terra”.

E Noè uscì con i suoi figliuoli, con la sua moglie, e con le mogli dei suoi figliuoli.

Tutti gli animali, tutti i rettili, tutti gli uccelli, tutto quel che si muove sulla terra, secondo le loro famiglie, uscirono dall’arca.

In un mattino di primavera, la famiglia di Noè scende dall'arca sull'erba fiorita, mentre gli animali si spargono nella valle e gli uccelli prendono il volo.

Versetti 20-22

L'altare e la promessa

E Noè edificò un altare all’Eterno; prese d’ogni specie d’animali puri e d’ogni specie d’uccelli puri, e offrì olocausti sull’altare.

E l’Eterno sentì un odor soave; e l’Eterno disse in cuor suo: “Io non maledirò più la terra a cagione dell’uomo, poiché i disegni del cuor dell’uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto.

Finché la terra durerà, sementa e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno mai”.

Noè, inginocchiato davanti a un altare di pietre da cui sale il fumo, prega con la sua famiglia; in lontananza, uomini seminano e mietono sotto il sole e la luna.